Da febbraio 2026, i principali provider internet italiani stanno bloccando Women on Web e Women Help Women, due siti web affidabili che offrono informazioni e supporto sull’aborto.
Un nuovo studio di OONI, l’osservatorio globale sulla censura di internet, e Women on Web denuncia questi blocchi e le tecniche utilizzate per attuarli. Italy Blocks Reproductive Rights Websites Women on Web (WoW) and Women Help Women (WHW).
L’impatto è reale. Solo nel 2025, Women on Web ha risposto a oltre 1.500 messaggi provenienti dall’Italia e ha ricevuto più di 700 richieste di supporto. Women Help Women ne ha supportate circa altre 1.000.
L’accesso all’aborto in Italia rimane frammentato e incoerente. Solo poche regioni hanno adottato linee di indirizzo del Ministero della Salute che permettono di accedere all’aborto farmacologico tramite i consultori familiari.
L’accesso varia da regione a regione, e di conseguenza un numero crescente di persone si è rivolto a Women on Web e Women Help Women per chiarimenti, supporto e informazioni pratiche sui propri diritti e sui percorsi disponibili per accedere alle cure in Italia.
Chi sta bloccando l’accesso? Fastweb, WindTre, Vodafone Italia, Iliad, Sky Italia, Eolo e Intred, finora. Altri provider potrebbero seguire.
Esistono ancora modi per le persone in gravidanza di accedere al sito nonostante il blocco. Tra questi:
- Passare a un altro provider internet, ad esempio usando il telefono/pc di un’amica o un amico.
- Cambiare le impostazioni del server DNS sul proprio telefono, cosa che oggi si può fare tramite un’app come 1.1.1.1 di Cloudflare, oppure direttamente dalle impostazioni del telefono utilizzando il servizio DNS rispettoso della privacy Quad9.
- Utilizzare una VPN o la rete TOR.
Leggi il nuovo studio sul blocco di womenonweb.org e womenhelp.org in Italia
L’Italia è ora l’ottavo paese a censurare Women on Web.
For Media Inquiries
- Venny Ala-Siurua, Executive Director, Women on Web: venny@womenonweb.org
- Kinga Jelinska, Executive Director, Women Help Women: kinga@womenhelp.org
